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Paese di destinazione : Stati Uniti
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Family Concept Store

Bellerose

Bellerose

Bellerose è la marca belga di tendenza urban per eccellenza! Creata nel 1989, bisogna aspettare il 2001 per vedere la prima collezione Bellerose bambino. Con un nome ispirato a un villaggio nei dintorni di New York, i vestiti Bellerose combinano autenticità, funzionalità e comfort: t-shirt grafiche, vestitini, felpe streetwear... Bellerose propone tinte sobrie, tessuti morbidi, tagli all’ultimo grido che adorerete sicuramente!
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Intervista al fondatore e direttore artistico di Bellerose,
Patrick Van Heurck

 
Un vera istituzione da quasi 30 anni, Bellerose ha creato la sua linea moda bimbi all'inizio del 2000. L'ideatore e direttore artistico, Patrick Van Heurck, lavora in stretta collaborazione con il figlio Derek (a destra nella foto in basso) e la stilista Stéphanie Ley (a sinistra nella foto in basso). È lei la mente dietro all'abbigliamento per bimbe e bimbi che vivono in città e amano uscire fuori dagli schemi. La magia avviene nei loro uffici di 3000 m2 nella periferia di Bruxelles, dove le collezioni uomo, donna e bambino seguono lo stesso filo conduttore. Ci parlano dell'avventura Bellerose, ricca di viaggi, passione per l'architettura e del desiderio comune di raccontare una storia.
 

 

Pratick, ci racconti com'è nata l'avventura Bellerose?

All'inizio degli anni '80 ero rivenditore Ralph Lauren in Europa e nel 1989, io e alcuni amici abbiamo deciso di creare il nostro marchio, all'inizio solo per divertimento. Per fare qualcosa in più, qualcosa che fosse tutta nostra. È nata una collezione uomo molto casual. Insieme abbiamo aperto un negozio in stile americano, una specie di "general store", dove vendevamo di tutto visto che la collezione era veramente ridotta. Poi, negli anni '90, abbiamo esportato la collezione uomo in Francia. Per far crescere il marchio, a poco a poco abbiamo aggiunto anche quella femminile e poi quella per bambini. L'obiettivo principale era: non realizzare capi classici e non puntare ai soliti "fashion victims". Mio figlio Derek si è unito al team della collezione bambino, e poi si è occupato di quella uomo. È stata una cosa spontanea, lui è molto creativo e abbiamo la stessa sensibilità.

 

Stéphanie, quando ti sei unita al team Bellerose?

Nel 2002. Conoscevo Letitia, la compagna di Patrick, l'avevo incontrata durante uno stage. Lei si occupava di disegnare la collezione donna e stava anche realizzando la collezione bambini per una stagione, ma era carica di lavoro. Io disegnavo linee per bambini, loro cercavano una stilista, quindi ci sembrò naturale. Mi piaceva molto l'ambiente, perché si sposava con le mie ispirazioni e con il mio spiccato gusto per l'architettura. Secondo me, la linea Bellerose bambini rappresenta più un modo di vivere che altro.
 



 

Effettivamente l'architettura è una passione molto forte per te, Patrick.

Patrick: Se non fossi diventato un designer, avrei fatto sicuramente l'architetto. Adoro le commistioni all'interno dell'architettura, così come nelle nostre collezioni. Mescoliamo lo stile femminile con quello maschile, un capo in cachemire può essere indossato con scarpe da ginnastica, per esempio. Un team di due persone si occupa dell'esposizione del nostro negozio e ogni mese organizziamo degli incontri creativi in cui ognuno spiega cosa gli piacerebbe fare. Come per le collezioni, bisogna che tutto sia coerente.
Stéphanie: Sembrerebbe un piccolo dettaglio. Ma, specialmente nel catalogo, inseriamo sempre una sedia o un tappeto messi lì appositamente. E anche le vetrine dei negozi sono sempre in linea con lo stesso tema.

 

Anche New York è stata per molto tempo una grande fonte d'ispirazione 

Patrick: Il mio interesse per gli Stati Uniti deriva dal fatto che ho lavorato per Ralph Lauren. Ho vissuto lì un anno, ho visitato tanti posti e ho visto tantissime cose. Loro hanno inventato l'abbigliamento sportivo, i jeans, e io, ovviamente, ho assorbito tutto. Ma oggi, la situazione si è evoluta.
Stéphanie: Effettivamente l'ispirazione iniziale partiva dagli Stati Uniti, dall'abbigliamento da lavoro, militare e vintage. Oggi siamo qualcosa di veramente autentico e moderno, all'interno di un'architettura contemporanea fuori dagli schemi. Se lo era all'inizio, adesso Bellerose non è più legata solo a New York. È più cosmopolita.
 

 

Come create la collezione Bellerose?

Stéphanie: Cerchiamo sempre un tema comune alle quattro collezioni: uomo, donna, bambino e bambina. Per l'inverno 2015/2016, per esempio, ci siamo ispirati alla Pop Art e ai gruppi musicali Pop-punk degli anni '80, come i Blondie e i Sex Pistols. Poi un grafico lavora su tutte e quattro le collezioni, un team di sviluppo si occupa dei tessuti, e noi guardiamo il quadro d'insieme per trovare il filo conduttore della collezione. Dopo, ognuno sviluppa la sua linea ma sempre con un dettaglio in comune: una fodera, un'impuntura, un bottone...

 

Anche dei luoghi possono essere d'ispirazione?

Stéphanie:  Io traggo ispirazione un po' da tutto: per la strada, quando esco, su Pinterest, sui blog, quando vado a Tokyo o a Parigi. È proprio quando viaggio che mi sento ispirata e scopro dei luoghi che adoro. Come Shoreditch a Londra, o alcuni quartieri di Tokyo. Per i bambini, mi piacciono quei luoghi stravaganti o con un'idea autentica, come Bonton a Parigi. Per il resto, non mi concentro necessariamente sulle collezioni per bambini, ma presto molta attenzione alle sfilate.

 

Come descriveresti il tipico bambino Bellerose?

Stéphanie: Potrebbe vivere ovunque. È più una questione di carattere, di stile di vita. Lo immagino libero, senza regole prestabilite. Non cerca di essere alla moda ma si sente libero di creare il suo stile, abbinando dei capi base rivisitati con dettagli caratteristici di Bellerose. Dei pantaloni chino eleganti indossati con una maglietta da calcio per esempio, o una gonna tutu con una felpa. Bellerose bambini è stravagante, non ha paura di macchiarsi, di rovinarsi. Non vogliamo creare dei piccoli adulti, ma fare sentire i bambini a loro agio nei loro vestiti. 
 

 

Secondo voi, cosa vi differenzia dalle altre marche?

Patrick: Credo che sia lo spirito della collezione, ma anche il prezzo, e l'accoglienza, che è molto importante. Penso che avere lo stesso DNA per la collezione uomo, donna e bambino sia un altro fattore unico. È una cosa del tutto nuova. Del resto, tutto quello che facciamo ha uno stile urban. Vestiamo persone che non si cambiano tre volte al giorno, che sia durante la settimana o nel weekend, indossano lo stesso outfit sia di giorno che di sera. Bellerose è uno stile di vita che rispecchia la nostra atmosfera lavorativa. È rilassata, familiare, e non c'è nulla di rigido. Come le nostre collezioni. 
 
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